Teatranti Anatomie #2
Anatomia e character viventi: esplorando il corpo nel contesto teatrale
Il Guerriero Strano

a cura della Prof.ssa Laura Farina – Corso di Anatomia Artistica

Dal 17 al 26 marzo 2025 si è svolto il laboratorio Teatranti Anatomie #2, un’esperienza intensa e multidisciplinare pensata per esplorare il corpo come strumento espressivo, nel punto d’incontro tra teatro e disegno. Il titolo di questa seconda edizione – Il Guerriero Strano – ha dato forma a un percorso di ricerca che ha coinvolto studenti e docenti in una sperimentazione condivisa, guidata per la parte teatrale dall’attore e regista Massimo Di Michele.

Il laboratorio ha preso vita attraverso cinque giornate in presenza, affiancate da momenti di confronto online. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: indagare le possibilità del corpo in scena, studiare il movimento e l’emozione, analizzare il legame tra interiorità e azione, costruendo un personaggio che fosse al tempo stesso vivido e consapevole. Ma non solo: accanto agli studenti-attori, hanno lavorato anche gli studenti disegnatori, impegnati a osservare, cogliere e restituire graficamente i segni della performance.

Il disegno, in questo contesto, non è stato semplice documentazione, ma parte attiva del processo creativo. Gli allievi sono stati chiamati a registrare gesti, espressioni, tensioni emotive – sia con lo schizzo rapido che con la composizione più riflessiva – trasformando il segno grafico in uno strumento di interpretazione e racconto.

Il laboratorio ha avuto anche un’importante dimensione collettiva. Il lavoro di gruppo, l’ascolto reciproco e la costruzione di una narrazione condivisa sono stati aspetti fondamentali del percorso. L’ultima giornata è culminata in una restituzione teatrale dal vivo, durante la quale il pubblico ha potuto assistere al frutto del lavoro performativo. A breve seguirà anche una restituzione grafica sotto forma di libro illustrato, che racconterà, attraverso le immagini, tutto il processo vissuto.

È stata un’esperienza coinvolgente, capace di mettere in moto non solo competenze tecniche, ma anche riflessioni profonde sul corpo, sull’identità e sull’arte come atto di relazione. Il laboratorio ha raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati e ha rappresentato un’occasione di crescita per tutti i partecipanti.

Un sentito grazie a Massimo Di Michele per la sua professionalità e passione, e a tutte le studentesse e gli studenti che con energia, curiosità e dedizione hanno reso possibile questo viaggio artistico e umano.