Incontro e workshop con Daniele Giuliani
Il 10 marzo 2026, presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, si è svolto l’incontro e workshop “Spazio, segno, narrazione visiva”, con la partecipazione dell’artista Daniele Giuliani, a cura di Carlo Nannicola, nell’ambito delle attività della Scuola di Grafica.
L’iniziativa si inserisce in una linea di ricerca che considera il segno non come semplice elemento descrittivo, ma come struttura primaria di costruzione del pensiero visivo: traccia, memoria, gesto e dato. In questa prospettiva, il segno non si limita a rappresentare, ma organizza, connette e costruisce relazioni.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione del percorso artistico di Giuliani, attraverso opere, riferimenti e processi di lavoro fondati sulla stratificazione e sull’accumulo del segno. La sua pratica mette in evidenza una temporalità estesa dell’immagine, in cui il disegno si configura come campo di tensione tra gesto e controllo, intuizione e metodo.
La fase laboratoriale ha aperto un confronto diretto con il fare. L’artista ha mostrato le proprie tecniche di utilizzo della penna a sfera, lavorando su densità, pressione, accumulo e variazione del tratto. Gli studenti sono stati coinvolti in esercitazioni orientate alla sperimentazione, nelle quali il segno si è manifestato come ritmo, ripetizione e costruzione progressiva di una narrazione visiva.
L’attività si collega inoltre alle ricerche condotte da Carlo Nannicola sul rapporto tra grafica, memoria e trasformazione dell’immagine. In particolare, il contributo La grafica come memoria, evoluzione e pensiero creativo, pubblicato su Zenodo, propone una lettura della grafica come linguaggio capace di conservare tracce, attraversare tecniche e supporti differenti e configurarsi come dispositivo di conoscenza.
Alla luce di questa prospettiva, il workshop ha evidenziato come il processo, più ancora dell’esito, rappresenti uno spazio centrale della ricerca grafica: un territorio in cui il fare diventa pensiero e il segno assume il valore di atto conoscitivo.
La partecipazione di studenti provenienti da diversi indirizzi (Grafica d’arte, Illustrazione, Fumetto, Grafica multimediale, Motion & Animation Design) ha confermato la natura trasversale della grafica contemporanea, intesa non come ambito chiuso, ma come campo aperto di pratiche ibride, tecniche e concettuali.
Riferimento
Nannicola, C. (2026). La grafica come memoria, evoluzione e pensiero creativo. Linguaggi dell’Arte Grafica contemporanea, L’Aquila (Italy). Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.18735193











